FONTE DI “LARIMEDDU”

Questo fontanile, risulta risalire dalle carte storiche tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900; anticamente, il fontanile, essendo immediatamente limitrofo alla vecchia strada vicinale Tempio-Aglientu-Vignola, veniva utilizzato come punto di sosta dagli agricoltori, o semplicemente passanti che percorrevano detta strada in modo da far riposare e abbeverare gli animali.

La fonte è realizzata con un muro di contenimento su tre lati, poiché il punto di attingimento è leggermente sotto il piano stradale e il piano di campagna si trova circa 2,5 m al di sopra di questo. Il tratto di strada antistante è realizzato infatti a “mezza costa”, il terreno è in declivio lungo l’asse sud-nord. La zona identificata per svolgere funzioni di parcheggio e accoglienza-sosta dei fruitori, si trova sul margine opposto della strada,

L’intrinseco valore paesaggistico è chiaro fin dal primo sopralluogo. Infatti, la panoramicità, che di per sé non è cosa rara in Comune di Aglientu, è valorizzata dalla presenza di una strada vicinale e da una sorgente. L’insieme dei tre fattori suggerisce la valorizzazione del sito cogliendo e implementando il “genius loci”.

APPROCCIO PROGETTUALE

Si tratta di un punto di attingimento sito ai margini del paese di Aglientu, a distanza pedonabile da esso. La premessa progettuale dell’intervento è stata, oltre la ricucitura storica alle antiche funzioni, in modo da sanare lo strappo creato dagli interventi recenti, anche quello di aumentarne la funzionalità e fruibilità.

Altro aspetto dell’approccio progettuale è stato quello di contestualizzare l’intervento con forme che rispecchiavano lo stile di vita odierno, pur conservando le caratteristiche formali e funzionali dell’antico sito. Questo per evitare di ricadere nell’errore oggi spesso imputato ai progettisti, ovvero di realizzare senza scrupoli dei falsi storici che non lasciano traccia dei canoni compositivi che caratterizzano la nostra era e non lasciano spazio alle esigenze attuali (es. abbattimento delle barriere architettoniche).

Tale sito, sia per la qualità delle acque sorgive che per la stupenda panoramicità che offre, è frequentato in tutte le stagioni da varie tipologie di fruitori.

Questo ha suggerito di adottare in fase di idea progettuale, i dettami urbanistici contemporanei, che suggeriscono di non delocalizzare funzioni differenti del vivere, ma, al contrario, di sovrapporle, per far sì che si possa realizzare un vero e proprio polo attrattivo, vivo e frequentato, Questo approccio di “scenari condivisi”, arricchisce il paese di vitalità e rinomatezza.

Il fine progettuale è stato quello di creare con tale intervento un salotto urbano, che potesse presentarsi come nodo per gli abitanti e potesse rappresentare un punto di accoglienza per i numerosi turisti, un punto vivo simbolo dell’ospitalità e dell’accoglienza degli abitanti del paese.

 

RISPONDENZE DEL PROGETTO ALLE FINALITÀ DELL’INTERVENTO

Il sito abbisognava di interventi per migliorare la captazione della sorgente e per migliorare la fruibilità, in quanto il sito era angusto, presentava barriere architettoniche e degrado, ed era presente solo uno spiazzo sterrato per la sosta delle auto.

Il progetto risponde pienamente alle finalità dell’intervento, in quanto prevede l’ottimizzazione del flusso idrico e l’accoglienza dei visitatori, funzioni ampiamente assolte dagli interventi strutturali e di arredo urbano realizzati a tale scopo.

 

OPERE DI ABBELLIMENTO E VALORIZZAZIONE ARCHITETTONICA

La valorizzazione architettonica è stata ottenuta partendo dalle forme geometriche pure della struttura della fonte. Inoltre, l’uso di particolari oggetti di arredo urbano, di design classico nel tentativo di simulare un vero e proprio “salotto”, hanno consentito un’armonizzazione col contesto.

Essenze tipiche mediterranee sono state messe a dimora in situ.

I materiali sono stati scelti con cura, differenziati per funzione e posizione e armonizzati valorizzandone le differenze di colori, natura e finiture.

Questo sempre per esaltare il dinamismo del contesto e per evitare di creare un effetto monotono, qualora si utilizzasse indistintamente un unico materiale.

Le pareti della fonte sono state rivestite in granito locale lavorato a conci regolari, la pavimentazione in pietra trachitica e marmi di Orosei. Anche panchine, fioriere, dissuasori sono in pietra.